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Il Papa incontra l’Azione Cattolica

L’Azione Cattolica Italiana inizia i festeggiamenti per i 150 anni della sua fondazione con l’incontro, stamani, con il Papa. Fin dal suo giro in papamobile, lo accoglie una Piazza San Pietro gioiosa, gremita da circa 70mila persone, tra soci italiani e rappresentanze dell’Associazione di tutto il mondo. Nel suo discorso Francesco chiede di non camminare con gli occhi all’indietro, ma di essere discepoli-missionari raggiungendo le periferie. Presente in Piazza anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

La Chiesa “è riconoscente” all’Azione Cattolica, per questi 150 anni di vita: “una storia di passione per il mondo e per la Chiesa”, una storia di laici di ogni età, iniziata dal sogno di due giovani, Mario Fani e Giovanni Acquaderni. E’ un discorso gioioso e interrotto più volte dagli applausi quello di Francesco. “Anche per me è un po’ aria di famiglia”, dice ricordando che suo padre e sua nonna erano dell’Azione Cattolica. Una storia ripercorsa nel momento di festa, che ha preceduto il suo arrivo e sottolineata dagli interventi del presidente e dell’assistente ecclesiastico dell’Associazione, Matteo Truffelli e mons. Gualtiero Sigismondi.

Andare nelle periferie e lì essere Chiesa: è l’esortazione che Francesco rivolge, ribadendo l’invito alla missione del discorso di giovedì scorso. Apertura e non chiusura, è il suo monito:

“Avere una bella storia alle spalle non serve però per camminare con gli occhi all’indietro, non serve per guardarsi allo specchio, non serve per mettersi comodi in poltrona! Non dimenticare questo, eh! Non camminare con gli occhi all’indietro, farete uno schianto!”.

Mettersi comodi in poltrona tra l’altro, aggiunge scherzando, ingrassa e fa male al colesterolo:

“Vi incoraggio a continuare ad essere un popolo di discepoli-missionari che vivono e testimoniano la gioia di sapere che il Signore ci ama di un amore infinito, e che insieme a Lui amano profondamente la storia in cui abitiamo. Così ci hanno insegnato i grandi testimoni di santità che hanno tracciato la strada della vostra associazione, tra i quali mi piace ricordare Giuseppe Toniolo, Armida Barelli, Piergiorgio Frassati, Antonietta Meo, Teresio Olivelli, Vittorio Bachelet. Azione Cattolica, vivi all’altezza della tua storia! Vivi all’altezza di queste donne e questi uomini che vi hanno preceduto”.

Francesco chiede anche di mettersi sempre a servizio delle diocesi, attorno ai vescovi, sempre nella parrocchia, che non è – ricorda sulla scia di Evangelli gaudium – una struttura caduca ma uno spazio in cui le persone possono sentirsi accolte così come accompagnate in percorsi di maturazione. “Questo è vero però solo se la parrocchia non si chiude in sé stessa, se anche l’Azione Cattolica che vive in parrocchia non si chiude in sé stessa”, dice, ma aiuta la parrocchia perché rimanga con la vita del popolo. Ogni iniziativa sia quindi “destinata all’evangelizzazione, non all’autoconservazione”:

“Come è accaduto in questi centocinquanta anni, sentite forte dentro di voi la responsabilità di gettare il seme buono del Vangelo nella vita del mondo, attraverso il servizio della carità, l’impegno politico, – mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con maiuscola! – attraverso anche la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale.”

“Allargate il vostro cuore per allargare il cuore delle vostre parrocchie”, conclude il Papa esortando ad essere “viandanti della fede”, per abbracciare tutti, specialmente i poveri:

“Cari ragazzi, giovani e adulti di Azione Cattolica: andate, raggiungete tutte le periferie! Andate, e là siate Chiesa, con la forza dello Spirito Santo”.

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