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Chi Siamo

MEIC - Presidente

Concilio Maria Assunta
Via del Progresso Lotto- Trav. Orsi
88046 Lamezia Terme
maconci@tiscali.it

Presentazione

Il MEIC (Movimento ecclesiale di impegno culturale) ha alle spalle una lunga e qualificata storia, cominciata nel 1932-33 con il nome di Movimento laureati di Azione Cattolica e continuata/rinnovata con l'attuale denominazione dal 1980.
Scorrere la storia di questi 70 anni del Movimento (anche soltanto attraverso l'elenco dei suoi Presidenti nazionali) è scorrere una parte importante della storia culturale e civile del nostro Paese. Il 2003 sarà per il Meic l'occasione di un'altra svolta: l'adozione di uno Statuto e il festeggiamento dei settant'anni, in un'Assemblea straordinaria dedicata al rapporto tra professioni e impegno civile. Del resto, il Meic è, per usare le parole di Giovanni Paolo II nel messaggio all'Assemblea del giugno 2002, "l'avanguardia missionaria per il mondo della cultura e delle professioni all'interno della grande famiglia dell'Azione Cattolica Italiana".

Quali sono oggi gli ambiti di impegno e le preoccupazioni prevalenti nel Movimento?

Ne individuo tre assolutamente prioritari:

• Quello sulla qualità della vita democratica: preferirei non parlare di crisi della democrazia, ma di difficoltà di percepirne e gustarne la qualità, di recepirne il significato che va al di là di quello di semplice tecnica e insieme di regole, ma rimanda a un valore e a una virtus che potremmo sintetizzare nel concetto di socialità integrale, quale sintesi di diritti classici e sociali, di meccanismi di rappresentanza di interessi e idealità, di istituzioni "prossime" e "leggere".

• Quello sul processo di ulteriore integrazione europea, dove emerge l'importanza di saper farei conti con la propria storia senza amputarne parti delicatissime: ecco perché il Meic ha insistito e insisterà, negli anni a venire, sul nesso tra costruzione/allargamento dell'Europa e cammino ecumenico, inteso come uno dei nomi odierni dell'evangelizzazione e una delle risorse indispensabili per avviare, non solo sul nostro Continente, percorsi di pace.

• Quello sul senso attuale della professione, e delle professioni cosiddette intellettuali in particolare (ma esistono, oggi, professioni non "intellettuali"?): nella logica della monocultura del mercato e dell'efficientismo a tutti i costi, la professione è apprezzata per le utilità individuali che può offrire e, solo indirettamente, come contributo al vivere sociale. In una logica differente, capace di lasciare spazio alla gratuità, al dono, alla solidarietà, la professione diviene anzitutto un fatto di rilievo comunitario, una diaconia, e soltanto indirettamente, quasi per rimbalzo, la realizzazione del sé individuale (in quest'ottica peraltro un sé personale, dove il profilo individuale e quello comunitario si fondono e si sorreggono a vicenda).


C'è un filo unificante che lega insieme questi interessi e queste preoccupazioni: è il legame tra fede, cultura e mondo che cambia. Nessuno dei tre termini (fede-cultura-mondo) può essere inteso come a sé stante, compreso a prescindere dagli altri. C'è un contenuto essenziale della fede che sfugge al cambiamento, ma la sua comprensione nella coscienza credente, la sua inculturazione in essa (che sola può assicurarne la consistenza veritativa, l'unificazione di verità e senso), passa attraverso la cultura. Il credente crede non a partire dal nulla, da una tavola vuota, ma da una cultura, in cui nasce e interagisce. Sta qui il fondamento logico e teologico del dialogo interculturale e, al limite, ecumenico e interreligioso: la mia identità si costruisce insieme all'identità dell'altro. Nell'odierno villaggio globale, ciò comporta un dialogo a tutto campo, sulle preoccupazioni e le speranze della contemporaneità. Il Movimento, federazione di gruppi, si è dotato e si doterà, a partire dal 2003, di strumenti e occasioni per percorrere queste preoccupazioni, offrire sentieri di risposta e di speranza (i principali, a livello nazionale, sono sintetizzati nel documento di programma 2002-05), aiutarci reciprocamente a vivere l'integrazione tra fede, cultura e mondo che cambia. A chi entra in contatto con il Meic di Coscienza chiedo di seguire con attenzione questo percorso, di coinvolgersi in esso, di dialogare con noi.
Renato Balduzzi
Presidente Nazionale MEIC